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Quattordici mesi di riprese, quattrocentocinquantamila metri di pellicola, settanta ore di girato. Un'impresa parossistica e mirabolante. Ma... furono proprio la lunghezza del film, sei ore, e l'attenzione del mercato rivolta alla novità del sonoro, a renderne difficile la distribuzione. Anche i successivi tentativi di postsincronizzazione non sortirono l'effetto.Così quello che Chaplin aveva definito Tempesta d'immagini, fu tagluizzato, ora per renderne accettabile la durata, ora perchè nelle sale non erano disponibili i tre schermi necessari alla proiezione. All'inizio degli anni settanta, di quell'opera rimanevano frammenti sparsi nei musei del cinema di tutto il mondo.
L'operazione di recupero e ricostruzione del film durò dieci anni ed è in gran parte dovuta al regista e storico inglese Kewin Brownlow. Nel 1981 la copia ricostruita fu recuperata dal regista Francis Ford Coppola, presentata a New York, al Radio City Music Hall, e fatta ricircolare in tutto il mondo. La versione di Coppola era di 4 ore e con musiche composte da suo padre Carmine Coppola appositamente; una versione di Brownlow e di David Gill dura 5 ore e 13 minuti, con musiche di compositori del XVIII secolo (a cura di Carl Davis); la versione che proiettammo a Roma, a Massenzio era la copia restaurata da Brownlow ma nella versione più breve di Coppola.Come si arrivò a portare Napoléon a Roma per offrirlo al grande pubblico fa parte di un'altra epopea, come i due giorni di prove con Coppola circondato dai guardaspalle che strillava ordini al proiezionista collegato con un walkie talkie mentre suo padre ammoniva dolcemente i violini, sono ancora un'altra storia.
Stasera al Colosseo si replica.L'Estate Romana compie trent'anni e li festeggia con trentacinque metri di schermo, cinque proiettori, e Napoléon che a ottant'anni dalla Prima all'Opéra di Parigi,dopo essere stato dato per spacciato molte volte, continua a far tremare le vene ai polsi di spettatori visionari.
Fonte: La fabbrica dei sogni
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