napoleon_schermo.jpg
MASSENZIO PDF Stampa E-mail

Piazza del Popolo Piazza del Popolo

Piazza del Popolo, Roma
25 giugno / 29 giugno 1999

Manifestazione dell'Estate Romana 

Committente: Cooperativa Massenzio

  

Massenzio è una celebre rassegna cinematografica romana nata nel 1977. All'interno di questa rassegna, inserita all'interno delle manifestazioni dell'Estate romana, vennero proposte al pubblico alcune forme inedite di divulgazione cinematografica, tanto che l'idea venne replicata in numerose città italiane.

 Tra le sperimentazioni più ardite (per l'epoca) si ricordano la formula "maratona" (proiezione di una serie di film uno dopo l'altro) e la "serata degli Undici Schermi" del 1978 (proiezione simultanea su undici schermi di svariati materiali audiovisivi, con gran confusione di sonoro, di gente, di tematiche e di tecniche cinematografiche).

Le manifestazioni cinematografiche dell'Estate Romana lasciano un'importante ipoteca su numerosi festival italiani che si ispirano alle suggestioni e alle scoperte culturali che Massenzio contribuisce ad indicare. La libertà espressiva di Massenzio si pone infatti come una sorta di esperimento anti-accademico di eclettismo cinematografico: il senso della verifica si esplicita nell'azzardo di applicare la scala ridotta della programmazione specialistica dei cineclub ai grandi numeri di una immensa platea. Le origini dal mondo dei cineclub da parte degli organizzatori di Massenzio sono ben visibili nella spregiudicata programmazione delle rassegne che uniscono una sensibilità di tipo postmoderno alla forte deriva antitradizionale della proposta.

La peculiarità dello "spirito da cineclub" si distacca da quella dei più istituzionali "circoli di cinema" per l’esplicita volontà dissacratoria di giocare con i film, di sperimentare e di mettere in discussione gerarchie consolidate e confini rigidi allo scopo di aumentare lo spazio concesso a ciò che si considera meritevole di visione.

Oltre alla matrice "da cineclub" delle rassegne dell’Estate Romana, vi sono alcuni fattori che vanno a contraddistinguere lo spirito di fondo della programmazione di Massenzio e ad influenzare i nuovi approcci eclettici alla contaminazione del cinema con le altre arti che si affermano in Italia nel decennio successivo. In primo luogo emerge il presentimento che il vortice televisivo stia in quegli anni mutando profondamente le modalità di fruizione del cinema, avvicinandosi ad una sorta di "livellamento totale" della visione. Questa consapevolezza viene espressa a Massenzio in vari modi; tra i più celebri, il multiscreen: la proiezione in contemporanea di vari film su più schermi che lascia al pubblico la libertà di muoversi e di fruire delle immagini in assoluta libertà e in solipsistico godimento. Ma anche attraverso altri esperimenti: ad esempio, il frazionamento di un vecchio film polar in pezzettini proiettati uno per sera, con l'irriverente invito al pubblico: "Se vuoi sapere chi è l’assassino, seguici!". In secondo luogo si prende atto che la cupa profezia espressa da Pasolini sulla progressiva omologazione della "cultura delle masse" entro la "cultura di massa" si è oramai compiutamente avverata, ma la reazione a tale consapevolezza viene espressa dai massenzienti in maniera ludica, ad esempio con la proiezione di film popolari degli anni ’50 messi a confronto con i campioni di incasso del cinema italiano del presente. In terzo luogo si proclama il valore in sé dell'"atto della visione".

Il "catalogo dongiovannesco dell’assaporato" (definizione di Giorgio Cremonini) elaborato da Massenzio si contrappone alla gerarchizzazione dei valori che caratterizza il tradizionale approccio contenutistico: il collegamento tra teoria e prassi, per i massenzienti, si esercita fenomenologicamente nelle diverse modalità di consumo che gli spettatori fanno della produzione culturale che viene loro offerta. L'avventura di Massenzio si sviluppa in un periodo decisivo per la storia del cinema italiano. Il finire degli anni '70, come già ricordato, è un momento di profondo malessere delle sale cinematografiche del paese che subiscono una falcidia di spettatori che prosegue per tutti gli anni '80.

 La chiusura di moltissime sale e la recessione generale del settore determina l'inizio del crollo della produzione cinematografica nazionale di genere: i vari filoni per molti anni che avevano rappresentato la fonte di sostentamento principale della cinematografia italiana colano definitivamente a picco nel decennio a venire. La sensazione che qualcosa, nel cinema italiano, sia in procinto di tramontare definitivamente è avvertita dagli animatori delle serate di Massenzio; il loro modo di contrapporsi a tale malinconico declino si enuncia nella programmazione di monografie, retrospettive e maratone dedicate al cinema italiano di genere (dal poliziottesco alla commedia scollacciata, dallo spaghetti western al peplum) e ai mattatori della cinematografia nazionale.

Il cinema a Massenzio viene dunque inteso dai suoi promotori come una forma di reazione alla fine del sistema-cinema tradizionale e come nuova metodologia di rinascita attraverso la possibile congiunzione tra organizzatori e consumatori del prodotto cinematografico. Ma l'eterogeneità e la trasversalità delle proposte di Massenzio non si limitano al cinema italiano: il campo si allarga al cinema delle origini, ad Hollywood, alle cinematografie dei paesi in via di sviluppo, al cinema sperimentale e alla piena accettazione della produzione di intrattenimento industriale avanzato.

fonte: wikipedia

 

Tutte le immagini, i video e i loghi proposti appartengono ai singoli proprietari.  Siete pregati di contattare i webmaster in caso di lesione dei diritti d'autore. I contenuti verranno eliminati.
Copyright © 2005 - 2009 kinoroma. Designed by Kinoroma.it